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La corsa del
cervello
I legami tra la corsa e l'attività
cerebrale sono strettissimi. In particolare, vi è un'importante relazione
tra corsa, ansia e disturbi del sonno. Questa relazione, benefica, è
mediata dalle cosiddette endorfine. Le endorfine sono sostanze presenti
normalmente nell'organismo, con una struttura chimica ed un meccanismo di
azione simile a quello degli oppiacei (morfina e derivati). Il loro
effetto neuropsichico è potentissimo: la persistenza di elevati livelli
di endorfine nel cervello (aumenti "tonici") ha un effetto
ansiolitico e, anche se in misura minore, antidepressivo, nonchè un
potente effetto sedativo ed ipnotico. Gli aumenti improvvisi ("fasici")
del livello di queste sostanze sono responsabili della sensazione di
intenso benessere psicofisico, quasi artificiale (verosimilmente
paragonabile a quello successivo all'assunzione di particolari sostanze
stupefacenti), della durata generalmente di alcune ore. La corsa (come
prototipo di attività fisica aerobica) è probabilmente il mezzo
"lecito" più potente per aumentare, in maniera sia tonica che
fasica, il livello delle endorfine nell'organismo e quindi regalare al
soggetto che la pratica un intenso benessere psicofisico (tutti i runners
conoscono la sensazione che si prova dopo un "lungo"). Perchè
l'aumento delle endorfine sia particolarmente significativo è però
importante che la corsa venga praticata con alcuni accorgimenti, quali:
frequenza minima all'allenamento 4 volte alla settimana; durata variabile
da 45 a 60 minuti; intensità condizionante una frequenza cardiaca
compresa tra il 70 e l'80% della frequenza cardiaca massima teorica per
ciascun individuo.
Per concludere, oltre ai ben noti effetti benefici sull'apparato
cardiovascolare, osteomuscolare e gastroenterico, la corsa possiede anche
straordinari effetti neuropsichici. Unico difetto è che dà
dipendenza......
Dott. Alessandro Oldani
Atleta e medico sociale dell'Atletica Lambro Milano
Neurologo presso il Centro del Sonno
dell'Istituto Scientifico H. San Raffaele di Milano
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